Nei giorni scorsi c’è stato un incontro informale con esponenti di sigle sindacali per cercare di capire il problema che affligge l’ASL Na2 Nord riguardo il reclutamento di personale da assegnare alla sede di Ischia. Non è una novità che Ischia è meta ambita dai vacanzieri, ma non da chi deve lavorare per la Pubblica Amministrazione, in quanto l’isola non è esente da disagi di vario genere. La questione Ischia mette in risalto due situazioni strettamente legate tra di loro: da una parte ci sono gli infermieri presenti nella graduatoria di mobilità ormai datata, che in fase di assegnazione della sede hanno rifiutato e rifiuterebbero ancora su due piedi il presidio di Ischia decadendo quindi dalla graduatoria; dall’altra ci sono i colleghi che lavorano da anni sull’isola che a causa della mancanza di nuovo personale non riescono a spostarsi in altre sedi sulla terra ferma, sentendosi a tutti gli effetti prigionieri dell’isola. Noi abbiamo provato ad analizzare ogni singolo aspetto e proviamo a proporre una soluzione che potrebbe andare bene a tutti.

In questi mesi facendo un lavoro di incroci tra graduatorie, chiamate e rifiuti, stimiamo che la graduatoria di mobilità per infermieri dell’ASL Na2 Nord è ridotta a circa la metà. Riguardo il presidio di Ischia sappiamo che è presente una graduatoria interna di circa 45 unità che serve a permettere in ordine lo spostamento di codeste unità verso la terra ferma. Nel caso in cui la Direzione Generale dovesse semplicemente procedere allo scorrimento della graduatoria per provare ad assegnare personale ad Ischia per avere un ricambio, si rischierebbe “una carneficina” di rifiuti dovuti sostanzialmente alla sede sgradita. Ciò comporterebbe non solo il fallimento del reclutamento di personale per Ischia, ma ci si ritroverebbe con unità che rifiutando Ischia sarebbero depennate dalla graduatoria e che quindi non potranno essere reclutate nemmeno per altre sedi che comunque sono a corto di personale. La graduatoria vede al suo interno infermieri che non hanno potuto partecipare alle mobilità successive a causa del nulla osta preventivo non rilasciato dalle proprie aziende, per cui potrebbero essere disposti ad accettare anche Ischia in quanto unica possibilità di ritornare in Campania.

La soluzione che noi proponiamo è questa:
Come è già stato fatto dalla Direzione del Pascale con successo, la Dirigenza dell’ASL Na2 Nord dovrebbe disporre di inviare richiesta di disponibilità ad accettare la chiamata per mobilità a tutti i candidati presenti nella graduatoria. La disponibilità sarebbe specifica in primis per la sede di Ischia e poi per il resto dell’ASL. All’interno della missiva l’Azienda dovrebbe chiedere al candidato di rispondere in un determinato periodo di tempo pena esclusione dalla graduatoria, specificando a) Disponibilità alla mobilità verso la sede di Ischia, b) Non disponibilità alla mobilità verso la sede di Ischia ma disponibilità per il resto dell’ASL, c) Rifiuto assoluto della mobilità verso l’ASL NA2 Nord. Al raggiungimento delle disponibilità utili per la sede di Ischia, si potrà procedere all’effettivo reclutamento. Facendo in questo modo l’Azienda potrà sia reperire rapidamente personale per dare la possibilità agli infermieri di spostarsi da Ischia alla terra ferma, sia avere un numero preciso di unità ancora effettivamente interessate alla mobilità e sulle quali poter contare nel momento in cui dovrà procedere al reclutamento di altro personale anche per le altre sedi. Ovviamente la richiesta di disponibilità non significa chiamata in servizio, per cui non è vincolante. Trattandosi di mobilità ci saranno comunque dei tempi d’attesa per l’immissione in servizio dovuti al rilascio del nulla osta e per coprire questi tempi l’Azienda potrebbe utilizzare graduatorie di avvisi pubblici già presenti in Campania, come già fatto da altre Aziende. Inutile sottolineare che questa soluzione eviterebbe anche lo sperpero di risorse economiche dovuto al cestinare un’intera graduatoria di mobilità e il bandire nuove procedure di reclutamento.

Noi la soluzione l’abbiamo studiata e la proporremo, sperando che i vertici ci diano ascolto.