Durante lo svolgimento delle procedure selettive per la mobilità volontaria per infermieri indetta dall’ASL di Caserta, tiene banco ancora una volta un argomento che resta veramente un dilemma per chi partecipa da anni a queste selezioni: ma i dipendenti degli enti ecclesiastici possono partecipare alle procedure di mobilità verso aziende pubbliche?!

Partiamo da lontano….
Di pari passo alle aziende pubbliche del SSN nel corso degli anni sono nati, sviluppati ed hanno operato ed operano i famosi enti ecclesiastici. Le procedure di reclutamento del personale da parte dei suddetti enti è sempre stata un’incognita, in quanto in passato un infermiere iniziava a lavorare per queste aziende solo ed esclusivamente presentando il curriculum professionale. Ovviamente, come giusto che sia, non può essere fatta di tutta l’erba un fascio, in quanto in tutto il territorio nazionale sono presenti enti ecclesiastici che hanno assunto ed assumono personale tramite concorso. In Regione Campania però ci arrivano testimonianze che non è così che si veniva assunti dagli enti ecclesiastici. Infatti all’inizio degli anni “bui”, quando i professionisti della sanità hanno dovuto iniziare a fare i conti con l’obbligo di emigrare per il famoso posto fisso nel pubblico, c’era chi decideva di rimanere in Campania e tentare la strada del lavoro negli enti ecclesiastici. E così, armati di Santi in Paradiso, curriculum e della famosa benedizione “po’ s’ n’ parl'”, si diventava dipendenti di un ente ecclesiastico in Campania senza superare nessuna procedura concorsuale.

Quindi oggi giorno, aggiunto il tassello riguardante la mancanza di concorsi in tali enti, la presenza di dipendenti degli enti ecclesiastici in graduatorie di mobilità o comunque presenti durante le selezioni, fa sollevare un problema concreto a chi da anni lavora fuori regione in aziende pubbliche, ovvero: un dipendente che non ha mai superato un concorso, perchè dovrebbe partecipare ad una mobilità indetta da un’azienda pubblica, avendo così la possibilità di diventare un dipendente pubblico?! E così, incrociando i dati, valutando che alcune Aziende escludono questi soggetti dalle selezioni di mobilità, mentre altre li accettano, il consigliere regionale F.E. Borrelli ha presentato un’interrogazione regionale per avere chiarimenti a riguardo.

Ciò che si evince dalla nota regionale in risposta all’interrogazione è:
i dipendenti degli enti ecclesiastici possono partecipare alle mobilità indette dalle Aziende del SSN, a patto che tali Ospedali abbiano adeguato i propri ordinamenti del personale alle disposizioni della normativa prevista per il personale del SSN. Gli adeguamenti consistono nell’attuazione da parte di tali enti ecclesiastici delle procedure concorsuali. In parole povere, i dipendenti degli enti ecclesiastici possono partecipare alle mobilità degli enti pubblici a patto che abbiano superato un concorso per entrare nell’ente ecclesiastico.

Tale nota ed ordinamento è nelle mani di tutte le Aziende, che sono tenute a vigilare ed eventualmente procedere ad esclusione in caso venga a mancare il requisito fondamentale di partecipazione ad una procedura di mobilità. Nel caso dell’ASL di Caserta, in un certo senso aiuteremo a vigilare e pretenderemo i dovuti controlli. Se tra i candidati c’è chi non ha mai vinto un concorso per lavorare in un ente ecclesiastico, continuerà la propria carriera nell’ente ecclesiastico scelto per comodità mentre c’era chi partiva valigia alla mano per superare concorsi in aziende pubbliche.